NOTE D’AUTUNNO

NOTE D'AUTUNNO

Giunta alla XXII edizione, la Rassegna di Note d’Autunno si conferma anche quest’anno di alta qualità musicale. Dedicata da sempre alla musica da camera, ospita nella Sala Capitolare della Contrada della Lupa ben venti musicisti e una varietà di proposte davvero intriganti. 

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Mozart-ritratto
Wolfgang Amadeus Mozart

Leonardo Ricci – violino

Guglielmo Pianigiani – pianoforte

Sonata in si bemolle maggiore per violino e pianoforte K.454 i- II mov. Allegretto

NOTE DI SALA

La sera del 21 aprile 1784 il pubblico viennese assistette a un’accademia (concerto per sottoscrizione) che vedeva protagonisti la violinista Regina Strinasacchi (1761 – 1839) e lo stesso Mozart al pianoforte. Come spesso accaduto, la parte violinistica fu pronta solo la sera prima e pare che Mozart improvvisasse sulla base di pochi appunti. Il successo fu enorme e la Sonata entrò nel novero delle grandi composizioni virtuosistiche. Il Rondò conclusivo (Allegretto) ritorna al virtuosismo iniziale, creando un colloquio esplicito fra scansione binaria e ternaria – specie al pianoforte – e alternando i consueti episodi narrativi con qualche spericolata escursione armonica, ricca di preromantiche intuizioni.

NOTE DI SALA

La Sonata di Franck – composta nel 1866 e dedicata al grandissimo violinista Eugène Yasaӱe – è uno dei pilastri della musica da camera. Il compositore belga riunisce in questo brano due elementi fondamentali del proprio stile: l’influenza wagneriana e la forma ciclica. Il wagnerismo si manifesta attraverso l’uso di un cromatismo che esaspera ogni tonalità e la contorce fino a spremere ogni contenuto passionale e morbosamente inquieto. La struttura, invece, sembra voler dimostrare la capacità compositiva di spalmare nei quattro movimenti lo stesso principio motivico. Ora in forma elegiaca e statica – anche se innervata da sussulti di pathos –, ora in quella travolgente e spasmodica – secondo movimento –, per riprendere nel terzo tempo una allure sognante e malinconica, che trova riscatto nel canone ottimistico dell’ultimo movimento.

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César Franck

Leonardo Ricci – violino
Guglielmo Pianigiani – pianoforte

Sonata in la maggiore per violino e pianoforte
III mov. Recitativo – Fantasia (Ben moderato – Largamente – Molto vivace)

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Duo Vertigo

Martina Bellesi
violoncello
Francesco Oliveto
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TRAILER
CINECONCERTO

NOTE DI SALA

La presenza della musica dal vivo durante la proiezione di un film non è certo una novità. Nei suoi primi trent’anni di vita il cinema era muto e il pubblico era abituato all’assenza di qualunque riproduzione sonora cosiddetta «intradiegetica», cioè che riguardasse tutti quei suoni facenti parte della narrazione – diegesi – visiva. Per sopperire a tale silenzio, che rendeva le figure sullo schermo come «fantasmi che aleggiano nel buio», i gestori delle sale cinematografiche solitamente ingaggiavano un pianista, con lo scopo di restituire alle immagini una verosimiglianza acustica con la realtà e di accrescerne, se possibile, il portato semantico. Prima ancora, quindi, che la tecnica consentisse di registrare e riprodurre in una parte della pellicola tutto il sonoro di un film sincronizzato con i fotogrammi, la musica era già parte integrante dello spettacolo cinematografico. Nel tentativo di offrire una performance che salvaguardi, comunque, la sua unicità, si è optato per raccogliere, elaborare e ordinare alcuni tratti sonori caratteristici del cinema horror e di suspense in genere, senza dimenticare le lezioni di Wagner e Berg circa l’utilizzo del leitmotiv – motivo conduttore – e della klangfarbenmelodie – melodia di timbri. I prestiti andranno quindi ricercati nella produzione di Bernard Herrmann, compositore prediletto da Alfred Hitchcock; di Danny Elfman, autore di quasi tutte le colonne sonore dei film di Tim Burton; di Hans Zimmer, stretto collaboratore musicale di Christopher Nolan, solo per citarne alcuni, insieme a una serie gesti tipici della musica contemporanea.